Notizie sull'enologia del Val di Noto

Rubrica curata da Paola Terranova

 

TENUTA DONNA ELIA

 ETNA BIANCO DOP 

Caratteristica di questo vino è l'aggiunta del vitgno Minnella oltre al classico  Cricante e Cataratto  presenti nella produzione dell'Etna DOC.

Qualche cenno storico del vitigno Minnella.

Cenni storici
Descritta da Sestini (1760), viene coltivata da secoli esclusivamente
nel territorio etneo, dove è ancora presente con ceppi sparsi nelle vigne
di Nerello Mascalese e di Carricante. Il suo nome deriva da "Minna", mammella,
per la forma degli acini. In passato le uve venivano utilizzate per dare più
morbidezza ai vini etnei tipicamente ricchi in acidità e tannino.

Il Minella Bianca è un vitigno a maturazione precoce e spesso è una delle prime uve da vino ad essere raccolte, di solito si vendemmia intorno a metà settembre, subito dopo si vendemmia il Carricante. In alcuni vigneti il Minella bianca è parte di un insieme di vitigni diversi, infatti è piantato insieme ad altre uve bianche da vino siciliane come il Carricante ed il Catarratto o anche con altre uve da vino rosso come il Nerello Mascalese ed il Nerello Cappuccio.

La Minella bianca si trova quasi esclusivamente in Sicilia. Nel 2000, ci sono stati 86 ettari ( 210 acri) del vitigno piantato, la stragrande maggioranza dei quali sono stati trovati nella provincia di Catania attorno ai piedi del Monte Etna. Qui l' uva è un vitigno ammesso nella Denominazione di Origine Controllata ( DOC) Vini Bianchi dell'Etna. Più a ovest, in provincia di Enna si trovano alcune piantagioni sparse di Minella bianca.
La Minella bianca tende a produrre vini aromatici secchi che sono caratterizzati da note aromatiche di anice . L'uva è raramente fatta come una singola varietà ed è più spesso incluso in una miscela con Catarrato e Carricante , come nei vini DOC dell'Etna Bianco.

Sinonimi

Nel corso degli anni, la Minella bianca è stata conosciuta sotto una varietà di sinonimi , tra cui : Eppula , Minnedda Ianca e Minella.

 

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Grande performance dei vini CVA Canicattì alla XXII edizione del Concours Mondial de Bruxelles, l’evento internazionale dedicato ai grandi vini di qualità e rivelatore dei gusti e delle tendenze di mercato dell’anno. Per la prima volta nella sua storia, CVA Canicattì conquista laGran Medaglia d’Oro con lo Scialo 2012 e contribuisce alla grande performance delle Sicilia come migliore regione italiana, con la Medaglia D’oro assegnata all’Aquilae Catarratto 2014.

Un trionfo al Concours Mondial de Bruxelles che rende merito al gran lavoro compiuto in questi anni da questa realtà cooperativistica, impegnata a portare avanti un modello imprenditoriale centrato sul binomio qualità territorio con una filosofia produttiva che ha reso i vini a marchio CVA Canicattì riconoscibili per stile produttivo e territorialità. E non è un caso che dietro a questo nuovo grande successo ci sono proprio quelle varietà autoctone come il Nero d’Avola e il Catarrato, alla base di un’evoluzione sempre di più centrata su una lettura enologica coerente alla storia e alla cultura del territorio della Sicilia sud occidentale, in cui operano i piccoli vignerons di CVA Canicattì.

Quest’anno il Concours Mondial de Bruxelles è ritornato in Italia, a Jesolo dall’1 al 3 maggio scorso. La giuria, composta da 320 degustatori provenienti da 51 paesi, ha assaggiato 8020 campioni provenienti da 58 nazioni. La rappresentatività universale dei campioni in gara e l’alto profilo dei degustatori sono, da sempre, le caratteristiche distintive e originali di questa competizione che da qualche anno è ormai diventata un incontestabile “campionato del mondo” della degustazione dei vini.

Lo Scialo 2012, blend di Nero d’Avola e Syrah in egual misura, è un vino di carattere e piacevole per le sue note di frutti rossi e i toni speziati. Il passaggio per 12 mesi in botti di rovere francese di primo passaggio conferisce una rotondità, una pienezza espressiva supportata da tannini fitti e morbidi. L’Aquilae Catarratto 2014 rende tutta la pienezza dell’annata, caratterizzata da un clima favorevole e da maturazione perfetta delle uve che hanno permesso il raggiungimento di un profilo fenolico ed aromatico dei grappoli di prim’ordine. Il vino in commercio da poco più di un mese, si distingue per freschezza e sapidità dove sono chiari i sentori fruttati impreziositi da una leggera nota di mandorla in chiusura.

“L’elevato prestigio di questi riconoscimenti – commenta Giovanni Greco, presidente CVA Canicattì - assegnati dalla giuria del Concours Mondial de Bruxelles che da sempre si distingue per essere altamente professionalizzata, sono ulteriori stimoli per quanti credono che anche in Sicilia le cantine sociali possono produrre con serietà, qualità e orientamento al mercato. I nostri soci, lo staff tecnico e l’intero CdA condividono l’impegno e la passione di quanti, nell’agrigentino, stanno rinnovando una viticultura secolare e di grande tradizione”.